In questa sezione trovano posto alcuni scritti destinati agli operatori delle relazioni di aiuto e di cura. Dopo la seconda guerra mondiale, con l’avvento delle Politiche del Welfare sociale,sono state create Istituzioni e Servizi specifici (i cosiddetti servizi alla persona) e sono stati attivati dei nuovi percorsi di formazione obbligatoria per gli Operatori da impiegare in questi servizi. La psicoanalisi ha fornito un contributo importante alle iniziative di insegnamento e formazione di queste figure e, in quanto psicoanalista, ho sempre dedicato tempo e energie, oltre che alla pratica clinica individuale, anche all'insegnamento di materie come la Psicologia dello sviluppo o la Psicologia delle relazioni di cura, prima in ambito regionale e poi, da quando la formazione è passata alle università, anche in questo ambito e specificamente presso l'università di Milano Bicocca.
Il frutto di questo insegnamento ha trovato forma in un testo: Il soggetto in divenire, Edizioni Libreria Cortina Milano e in diversi scritti di natura più breve.
Accanto all'insegnamento ho sempre dedicato del tempo alla pratica di Supervisione per gruppi di operatori che lavorano in diverse strutture, come case alloggio per minori, case famiglia per minori in affido e adozione, strutture di lavoro in collaborazione con il Tribunale dei minori e così via. Anche di questa pratica si troveranno tracce negli scritti contenuti in questa sezione.

PERCHE’ FIDARSI DELL’AFFIDO

La fides e le sue declinazioni
Questo momento è più dedicato a noi adulti in quanto non ho davanti a me dei bambini ma degli adulti che si interessano di alcuni problemi dei bambini .Possiamo partire da una domanda: perché fidarsi dell’affido? Con questa domanda viene subito in chiaro che al centro di ciò che intendo comunicarvi c’è qualcosa che riguarda la “fides”: affido rimanda a questo nucleo semantico che è la “fides”. Intorno a questo nucleo semantico si muovono una serie di elementi importanti che riguardano l’esistenza.

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GLI OPERATORI, LA CRISI E LA RISORSA DELLA SUPERVISIONE

Premessa
Parlare di educazione in rapporto al tempo della crisi non è così semplice come può sembrare a prima vista, per la problematicità stessa del concetto ci crisi. Tale significante ha assunto una pregnanza semantica talmente forte da imporsi come qualcosa di evidente di per sé nel suo rapporto con il concetto opposto di “non-crisi”, cioè di un tempo nominato variamente come tempo di benessere economico, di equilibrio, di progresso, di sviluppo e di crescita e via dicendo.

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GLI OPERATORI E LA MARGINALITA’: RISCHI E POSSIBILITA’ DI AIUTO

Scelta di una prospettiva
Ogni discorso è forzatamente condannato a essere il frutto di una scelta di prospettiva che, per correttezza metodologica, andrebbe sempre esplicitata in modo che l'interlocutore possa nello stesso tempo aprirsi a un ascolto e rimanere libero nei confronti della possibilità di rifiutarlo privilegiando altre prospettive a lui più confacenti. Il rapporto con la verità che vincola chi propone un discorso non può essere lo stesso per chi lo ascolta, pena il fatto di trasformare ogni scambio di pensiero in una potenziate “guerra per il trionfo della verità" che finirebbe per costellare il mondo di morti e di feriti, come il passato ci insegna.

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Gli Operatori della cura a prova di rischio

1.L’operatore e il rischio
Nelle riflessioni che si sviluppano intorno alle cosiddette professioni di aiuto e di cura e che coinvolgono diverse categorie di figure professionali, che vanno dall’assistente sociale all’educatore, dall’animatore all’infermiere, dal fisioterapista all’operatore della riabilitazione,il concetto di rischio è oggi molto frequentato.

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L’ADOLESCENTE, I GENITORI, GLI EDUCATORI E LA QUESTIONE DELLA MISURA

1.La tentazione del "troppo"
Possiamo porre in apertura questa affermazione: "L'adolescenza è troppo tentante, per tutti”. Si tratta ora di illustrarne il senso a partire dal recupero di una categoria, quella di "tentazione", tanto cara a una riflessione, non poi lontana come si può pensare, la quale non perdeva occasione per legare strettamente tra loro le vicende dell'adolescenza con quelle delle tentazioni che l'avrebbero caratterizzata come un marchio di fabbrica.

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GLI EDUCATORI, L’ORDINE E LA PULIZIA

Due volte al mese mi trovo con un gruppo di educatori responsabili della conduzione di una casa-alloggio dove sono ospitati ragazzi e ragazze compresi tra i 7 e i 15 anni. La richiesta che mi hanno rivolto è stata quella di avere uno spazio in cui poter riflettere sul loro operare, specie in quei casi in cui i loro interventi li lasciano nel dubbio di non avere agito in modo utile per le persone loro affidate.

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IL SOGGETTO IN DIVENIRE

SOGGETTO DIVENIRE